Il primo passo per il cambiamento
Gli stili del bere possono essere un ottimo punto di partenza per aiutare i propri cari alla consapevolezza del proprio rapporto con l’alcol. Possono essere suddivisi in dieci e in tutti gli stili si può passare da un uso occasionale a una frequenza più assidua fino ad arrivare alla dipendenza sia fisica che psichica.
STILE ALIMENTARI: il vino viene considerato un alimento e come tale viene assunto ai pasti e viene spesso consumato in famiglia.
STILE CERIMONIALE-RITTUALE: questo stile soddisfa sia la conferma di valori condivisi, sia la domanda di identità all’interno di un gruppo e qui sono presenti e frequenti le pratiche di abuso.
STILE CONVIVIALE: nella cultura giovanile, questo stile del bere soddisfa la ricerca del piacere dello stare insieme, è il desiderio di essere gradevoli e più spontanei in compagnia.
STILE CONSUMISTICO-DISSETANTE: in questo stile prevale la razionalità del consumatore riguardante i gusti personali o i condizionamenti dati dalla moda(pubblicità) e le risorse economiche.
STILE OMOLOGANTE AL GRUPPO: tendenza a omologarsi, a appiattirsi sui comportamenti del gruppo, per non sentirsi esclusi. E’ l’esigenza di farsi accettare dal gruppo dei pari.
STILE TRASGRESSIVO: nello stile trasgressivo non mancano le componenti rituali, ma si arriva all’abuso a scopo dimostrativo.
STILE SPERIMENTALE DEL LIMITE: questo stile viene chiamato dagli anglosassoni Edgework e indica una particolare inclinazione dei ragazzi a sperimentare il proprio corpo, le sue reazioni, le sue potenzialità e molte volte a portare il corpo al suo limite estremo.
STILE PROTAGONISTICO: in questo stile il bevitore fa prevalere uno aspetto esibizionistico dove cerca di dimostrare la sua resistenza all’abuso di alcol e così maschera le proprie insicurezze e frustrazioni.
STILE ANESTETIZZANTE: In questa categoria si collocano quei consumi indotti da sofferenze esistenziali legate a problemi di ordine personale (scuola, famiglia, lavoro) che possono presentare, talvolta, aspetti di autodistruttività.
STILE ANTI-VUOTO: quando il bere ha solo una funzione manifesta per coprire disagi profondi come una depressione o una sensazione di vuoto esistenziale, anche questo stile favorisce l’abuso.
Identificare lo stile del bere e la sua frequenza può aiutare gli amici e familiari a prendere provvedimenti dove il bevitore si trovi ancora in situazioni iniziali dove i danni non siano ancora gravi e non ci sia dipendenza o ridotta capacità di giudizio.
Aiutare una persona a capire che le sue difficoltà e/o disturbi siano dovuti all’alcol non è semplice ma necessario. Indirizzare il bevitore a un medico, psicologo o alcologo ha l’obiettivo di aiutare la persona a prendere atto del proprio problema accettandolo e facendolo trovare i motivi per curarsi. I comportamenti disfunzionali dei familiari o amici davanti a un problema alcolcorrelato sono la negazione del problema, l’arrabbiarsi col bevitore condonandolo, essere conniventi o giustificarlo.
A volte un familiare o un caro amico, provando dispiacere nel vedere il proprio caro in difficoltà, sente l’impulso a prendersi cura di lui/lei evitandogli sofferenze ed umiliazioni. Purtroppo, in questo modo si fornisce soltanto degli alibi, ad esempio scusandolo con gli amici oppure avallando le sue menzogne per giustificare le assenze sul lavoro e allontaniamo il nostro caro della consapevolezza di aver un problema con il proprio bere.